La falsificazione della storia, da Stalin a Putin, è sempre stata la prerogativa del comunismo.
Qualche anno fa si è tenuta una grande commemorazione del poeta Pablo Neruda, premio Nobel per la letteratura nel 1971. Sono state lette molte sue poesie, ma non quella che è stata pubblicata, in prima pagina da "l'Unità" il giorno della morte di Stalin, compresa nel Poema "Si svegli il boscaiolo". Credo sia molto interessante farla conoscere: "Dentro le mura del vecchio Cremlino / vive in tre stanze un uomo che si chiama / Stalin. Lassù a notte alta spicca ancora / la luce; il mondo e la sua terra, sempre / non gli danno riposo. Altri eroi crearono / uno Stato, nessuno come Stalin / mise il suo cuore per creare la Patria / e costruirla e difenderla. La Russia / sterminata fa parte del suo cuore / e il suo cuore non può stare in riposo / se la sua Russia non ha mai riposo. / Vi fu un tempo che la neve e la polvere / lo trovarono in lotta con i vecchi banditi / che volevano il sibilo del ‘knut' / ancora sulla Russia e la miseria / l'angoscia degli schiavi, e il dolore appena sopito di milioni / di poveri. E fu contro Wrangel e Denikin / contro quelli mandati dall'Occidente / ‘a salvare la cultura'. E là, lasciarono / la pelle i mercenari dei carnefici: / nel vasto territorio dell'Urss. Stalin / lavorò giorno e notte. / E più tardi, in un turbine di piombo / calarono i tedeschi / ingrassati da Chamberlain. / Stalin li lottò su tutte le vaste / frontiere: in tutte le avanzate e quando / si ritirarono; e fino a Berlino, / come uragano di popoli, giunsero / i suoi figli portandovi la pace / democratica di Russia".
I versi di Neruda: "...in un turbine di piombo, calarono i tedeschi, ingrassati da Chamberlain..." sono un ignobile falso storico, in quanto si finge di ignorare il patto scellerato fra Germania nazista e Russia bolscevica del 23 ottobre 1939, che ha dato il via al secondo conflitto mondiale e la spartizione fra Germania e Urss della Polonia. E proprio il 1° settembre i leader europei si sono riuniti a Danzica per il settantesimo anniversario dell'inizio della seconda guerra mondiale.
A Danzica infatti furono sparati i primi colpi di cannone alle ore 4,45 del primo settembre 1939 che diedero il via all'invasione nazista della Polonia. E tutti i capi di Stato hanno deposto candele azzurre, vicino ai nomi dei soldati polacchi caduti in un bosco di aceri e querce, "chinando idealmente il capo davanti alle vittime del capitolo più tragico della nostra storia" come ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel. Invitati dal presidente polacco Donald Tusk, erano presenti i rappresentanti di governo di tutta l'Europa e degli Stati Uniti d'America. Il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Silvio Berlusconi, ha parlato di una cerimonia toccante, una occasione per approfondire gli avvenimenti che hanno portato alla guerra affinché quello che è successo a Danzica non si possa mai più ripetere.Ma gli interventi più attesi erano logicamente quelli del presidente del Consiglio della Russia, Vladimir Putin, e quello del cancelliere tedesco, Angela Merkel.
"La Germania attaccando la Polonia scatenò la seconda guerra mondiale e l'olocausto, la pagina più buia della storia europea, quando la Germania ha inflitto anni di dolori indicibili, lutti e umiliazioni a tutti gli Europei" - ha detto la Merkel - rievocando in sostanza il gesto storico di Willy Brandt quando di inchinò dinanzi al Ghetto di Varsavia aprendo la distensione.Di altro genere è stato l'intervento del primo ministro russo, Vladimir Putin, che in sostanza ha riabilitato Stalin, difendendo la politica della Russia di allora, che è "stato decisiva contro Hitler". Dopo aver ricordato che oltre metà dei cinquanta milioni di morti erano cittadini russi, Putin ha ribadito la condanna del patto di non aggressione "Ribbentrop-Molotov" che in un protocollo segreto spartì l'Europa centro orientale fra Reich tedesco e Russia sovietica, ma ha invitato tutti gli altri Stati (leggi Inghilterra e Francia), a riconoscere i propri errori poiché tutti i tentativi di riappacificazione con i nazisti fra il 1934 e il 1939 furono moralmente inaccettabili, con evidente riferimento all'accordo di Monaco che nel 1938 consegnò la Cecoslovacchia al Reich. Anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha inviato un caloroso messaggio nel quale ha affermato di "celebrare la determinazione del popolo polacco nella lotta contro l'autoritarismo, per la democrazia e la verità" aggiungendo che "oggi Stati Uniti e Polonia sono alleati nelle sfide globali alla sicurezza e nel sostengo ai diritti civili fondamentali nel mondo".
Imponente la manifestazione, tutte giuste le parole degli intervenuti. Le uniche stonature sono state quelle di Putin che continuando sulla tesi di Stalin, ha dato la colpa del secondo conflitto mondiale non alla Russia, ma alle potenze occidentali.I comunisti sono sempre stati grandi maestri nel falsare la storia, ma le parole del premier russo hanno bisogno di una precisazione, perchè la sua dichiarazione "gli occidentali ci tradirono prima col patto di Monaco" sono assurdità politiche oltre una grande falsità storica. Putin si è dimenticato di dire che la Russia bolscevica per anni interi ha costruito nel suo territorio, armi tedeschi di guerra e di distruzione, fingendo di ignorare contro chi sarebbero state impiegate: contro i nemici del bolscevismo, e cioè in una "guerra giusta" contro le "potenze plutocratiche e massoniche dell'Europa Occidentale, Inghilterra e Francia".
Ma Putin ha parlato di Monaco e su questo è necessaria una precisazione storica. La situazione in Europa all'inizio del 1938 era estremamente grave e Hitler stava iniziando le grandi manovre in attesa del momento opportuno per sferrare la guerra. Il 12 febbraio pone un ultimatum all'Austria chiedendo al capo dello Stato la costituzione del partito nazista austriaco e l'assegnazione ad elementi filonazisti dei ministeri della guerra, dell'interno e delle finanze. Su consiglio di Mussolini l'Austria accetta tali condizioni e nello stesso giorno l'esercito tedesco entra in Austria. Il 3 marzo Hitler è in Italia in visita ufficiale e il 14 Benito Mussolini in un discorso alla Camera dei Deputati esalta l'incontro avuto con Hitler e si esprime in modo sprezzante verso l'Inghilterra e la Francia.
Il 26 settembre la Germania invia un ultimatum alla Cecoslovacchia rivendicando l'annessione alla Germania della regione dei Sudeti. L'Inghilterra, legata alla Cecoslovacchia da un patto di amicizia, mobilita la flotta e l'esercito. Due giorni dopo Chamberlain invita Mussolini a svolgere una azione di mediazione nei confronti di Hitler per l'accettazione di un incontro di vertice fra Inghilterra, Francia, Germania e Italia. Mussolini accetta e il 29 (l'indomani della proposta) si incontrano a Monaco di Baviera per decidere sulla Cecoslovacchia. Si trova un accordo sulla proposta di Mussolini che la Cecoslovacchia ceda alla Germania il territorio dei Sudeti e l'accettazione dei diritti ungheresi e polacchi su alcune porzioni di territorio. Il treno che riporta Mussolini in Italia il 30 settembre è fatto segno di grandi manifestazioni di entusiasmo verso il duce come difensore della pace. Il 17 dicembre, Mussolini, falsamente definito come il difensore della pace, fa un passo verso la guerra, denunciando gli accordi Mussolini-Laval stipulati con la Francia nel gennaio 1935.
Il 23 marzo 1939, il primo ministro britannico Chamberlain scrive a Mussolini chiedendo la collaborazione dell'Italia per il ristabilimento di un clima di fiducia in Europa; per tutta risposta Mussolini chiede "rivendicazioni territoriali" alla Francia e il 6 aprile invade l'Albania e come prova di distensione il 22 marzo firma il "patto d'acciaio" a Berlino.Quando il premier russo Vladimir Putin parla di una quasi complicità dell'Inghilterra e della Francia, mente sapendo di mentire, perché era solo un disperato tentativo di evitare quell'immane conflitto europeo, scatenato pochi giorni dopo quel patto scellerato fra Russia e Germania. I comunisti, gli ex comunisti, i vetero-comunisti non cambiano mai, rimangono quelli di sempre, gli adoratori di Stalin e delle sue stragi. E lo dimostra anche l'atteggiamento della Russia di eccessiva complicità di questi giorni verso l'Iran.
Aldo Chiarle




